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Posts Tagged ‘specchio’

In questa terza parte prosegue la mia rivisitazione del minotauro di Friedrich Dürrenmatt. , il mio punto di vista (la ragazza) diverso da quello di Durrenmatt che è il minotauro, necessariamente dopo la morte di questa, cambia ed entrano in scena personaggi che non ci sono nell’opera dello scrittore svizzero, da cui ho tratto però alcuni temi: Giustizia, colpevolezza e innocenza, il tutto inserito in un tempo che è il nostro.
per leggere le altre due parti:e

Telegiornale delle sette:
Un altro terribile omicidio si è consumato presso il grande Centro: una ragazza è stata barbaramente uccisa. Sempre nello stesso Centro sono stati uccisi precedentemente altre sei ragazze e sette ragazzi.
Questa ennesima e tragica morte è attruibuita alla stessa mano omicida, le cui fattezze, acquisite ancora una volta dalle telecamere, ci restituiscono l’immagine di un uomo grande e grosso con una faccia strana, è il figlio illeggittimo del proprietario del centro, pare sia affetto da un’alterazione cromosomica. I suoi cromosoni sono in numero maggiore rispetto alla norma e, tra l’altro, alcuni di questi non sembrano appartenere alla razza umana.
Il proprietario del Centro chiuso nella sua dimora rifiuta di farsi vedere e intervistare.
Questa sera, su questo stesso canale, sono stati invitati psicologi, psichiatri e criminologi per cercare di capire la personalità dell’assassino. Soprattutto parlerà il criminologo, facente parte della squadra di polizia scientifica, che segue da tempo questa vicenda.
La discussione verterà sul tema della colpa.
Invito pertanto i telespettatori a inviare messaggi tramite twitter o watsapp con l’hashtag #colpevole # Non colpevole.

Commissario di polizia

Ora, la questione è semplice, non c’è da ricamarci tanto intorno, da scomodare psicologi, psichiatri e quant’altro, non interessa il perchè e il percome, ma bisogna valutare i fatti, soppesarli e poi decidere. E, premessa: la colpa dei padri o delle madri non devono pagarla i figli, questo sia chiaro, non importa se il padre o la madre, soprattutto quest’ultima, sia una persone potente, o divina, come tutti la chiamano, se lui sia o non sia il vero padre, niente di tutto questo deve essere preso in considerazione nella valutazione dei fatti. E i fatti parlano chiaro:

Sette ragazzi e sette ragazze sono morti per mano del mostro, una morte orribile a cui è seguita oggi l’ultima, orribile al pari delle altre.

D’accordo, lui, il mostro, non ha coscienza dell’orrore commesso, per questo dite che non è colpevole. Posso essere d’accordo.

Ma il fatto resta, ripeto: quindici ragazzi sono stati uccisi barbaramente, senza nessun motivo, quei morti chiamano Giustizia.

Ed è in virtù di questo che lui è colpevole.

Non solo, ma domani ci potrebbero essere altri sette ragazzi e sette ragazze ad andare incontro, come dite voi, allo stesso tragico destino.

Destino.

Credere nel destino non è facoltà di un tribunale.

Un tribunale valuta i fatti, controlla la vericidità delle prove ed emette la sentenza tenendo conto della pericolosità dell’imputato.

Ed è per amore della G I U S T I Z I A che io mi adopererò affinché il mostro venga catturato.

D’altra parte questo è il mio compito, questo è il mio lavoro: salvaguardare la sicurezza e quindi il benessere della collettività catturando i malfattori, i ladri, gli assassini, appunto.

Criminologo

La commissaria ha avuto un’idea geniale, ma altrettanto geniale, se non di più, è la mia che si avvale oltre che della forza fisica possente, acquisita con anni e anni di allenamento, anche dello studio che ho condotto sull’imputato. Ho studiato il suo habitat, le sue abitudini, le sue debolezze. E a lui piace la danza, e piace specchiarsi, io sarò per lui la sua immagine riflessa.
Sarò il suo doppio.
Armati lei di un gomitolo e io di una pistola, io nel mio travestimento, lei nella sua essenza, ci inoltriamo nel labirinto di questo centro di cui mi piacerebbe tanto sapere come e perchè il costruttore abbia deciso di crearlo con questa forma incredibile riempiendolo di specchi dove le persone si smarriscono. Metterei anche lui, insieme al padre del mostro che lo ha commissionato, nella gabbia degli imputati.
Nascosto sotto il mio travestimento, mi incammino insieme a lei che comincia a srotolare il filo mentre ci inoltriamo nel Centro.

E che la caccia abbia inzio!
continua…

tutti i diritti riservati

 

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Lo specchio

L’indicazione datami dalla regista è stata questa: una persona davanti a uno specchio che esprime confusamente dei pensieri che riguardano una cosa perduta e ritrovata. Si parte da un punto e si ritorna allo stesso  punto con una scrittura circolare.
Il caso ha voluto che il giorno dopo l’indicazione della regista entrassero nella mia segreteria due ragazzi di 17 anni che avevano chiodi dappertutto, ho avuto un senso di repulsione, nel guardare le loro facce inchiodate, soprattutto le labbra, soprattutto la lingua, soprattutto il naso.
Quando sono usciti mano nella mano, con un gesto delicato hanno messo ognuno un auricolare all’orecchio condividendo la musica, ed erano felici, teneri. Belli. Sì, belli, proprio belli.
Nei loro vestiti sbracati, nelle loro carni inchiodate, ho visto la tenerezza e la sfida verso questo mondo che troppo svela, che troppo sa, che troppo protegge. A loro è dedicato questo testo teatrale:

Lo specchio

Una persona (ragazzo o ragazza) si guarda allo specchio e dice:

Due fessure nel legno questi occhi.

La porta era tutta consumata, secca, i cardini arrugginiti, si aprivano fessure come occhi, ci guardavo dentro, spiavo.

“Cosa stai facendo, allontanati, non c’è niente da guardare, non vedi come è piena di schegge questa porta, potresti accecarti!”. (voce o coro fuori campo)

Via! Vai via, allontanati, non mi perseguitare con queste fessure d’occhi.

(altro…)

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46 donne uccise da gennaio. Vittime dell’uomo che avevano accanto. Vengono definiti raptus, delitti passionali, drammi della gelosia. Ma sono solo omicidi.” Adriano Sofri, Repubblica

E’ da un po’ che rifletto sul perché di questi omicidi, 46 donne in soli tre mesi, sono tante, troppe per stare zitta, leggere le notizie, e andarsene a dormire.

Di cosa hanno paura gli uomini per ammazzare le donne?

Sono uomini che amano troppo?

Cos’è l’amore, mi chiedo.

L’amore è volere che la persona oggetto di questo sentimento sia felice e non che il soggetto che prova questo amore debba essere felice.

Ma io sono una donna. Provo sentimenti di donna.

Poi mi vengono in mente le parole scritte da Virginia Wolf  nel saggio “Una stanza tutta per sé”

“Per tutti questi secoli le donne hanno avuto la funzione di specchi, dal potere magico e delizioso di riflettere raddoppiata la figura dell’uomo.  …. Perché se esse non fossero inferiori cesserebbero di ingrandire loro …. Perché se la donna comincia a dire la verità, la figura nello specchio rimpicciolisce; l’uomo diventa meno adatto alla vita. Come può continuare a giudicare, a civilizzare gli indigeni, a vestirsi elegante e a pronunciare discorsi nei banchetti, se non può più vedersi riflesso, a pranzo e a cena, almeno due volte più grande di quanto è veramente? ….. La visione dello specchio è estremamente importate, perché carica la vitalità; stimola il sistema nervoso. Se gliela togliete, l’uomo può morire, come il drogato privato della cocaina. …

… Può accadere qualunque cosa quando la femminilità cesserà di essere un’occupazione protetta …”

Che veggente! Già può accadere, accade.

Poi mi vengono in mente altri pensieri che non riesco a dipanare.

Mi viene in mente la frase di uno dei relatori al convegno sull’arte “Artistica-mente. Dare forma alla vita” tenutosi a febbraio a  Abbiate Guazzone – Tradate (VA):

“C’è una sola condizione che ci accomuna tutti: siamo figli. Possiamo non essere genitori, sorella o fratello di qualcuno, marito o moglie di qualcun altro, ma essere figli è la condizione di tutti. Tutti siamo figli, tutti siamo stati generati da un ventre…”

E’ contro il ventre che l’uomo si accanisce?

Pensando al ventre, al corpo della donna mi viene in mente la maldicenza che colpì le donne che prestarono soccorso ai feriti a Roma nel 1849, donne che coordinarono ambulanze e ben undici ospedali senza che un marito, o un padre o un figlio lo facesse al posto loro.
“Il più virulento è il gesuita Bresciani, secondo il quale infermiere, organizzatrici delle ambulanze e soldati sarebbero alleati nel compiere aggressioni e violenze – fisiche e morali – nei confronti delle religiose e dei luoghi sacri, profanati dall’essere stati trasformati in alloggiamenti militari, in magazzini, in ospedali, ma soprattutto di aver subito l’affronto dei corpi femminili.”

Subire l’affronto dei corpi femminili….

William Wetmore Story racconta di una visita effettuata insieme alla Belgioioso all’Ospedale Trinità dei Monti dicendo: “E’ affascinante, ma il suo pallore lunare fa innamorare gli uomini, Emilio Dandolo … dichiara scherzando di essere rimasto vittima di un colpo di luna“. Un’espressione giocosa che il Tribunale Ecclesiastico trasformerà in un capo d’accusa”. Concludevo con queste parole  il monologo La Maldicenza, ispirato alla figura di Cristina Belgioioso:
Ma più di tutto fan paura le donne.

Da qui io le guardo: farfalle che si posano sulle ferite degli uomini, instancabili, tenaci, piene d’amore.

La luna, questa meravigliosa luna romana, le illumina il volto.

Hanno paura della luna, gli uomini.

Di quell’ostia bianca appesa nel cielo scuro della notte.

Di quell’ostia bianca che non possono toccare, che nasconde altri mondi, altre cose, misteri che non riescono a svelare.

Hanno paura della luna gli uomini,

della luna e delle farfalle perché non le possono, non le sanno afferrare”.

Sarà lo specchio di Virginia Wolf,  sarà che le donne riescono a gestire la propria vita da sole senza che un padre, un figlio o un marito lo faccia al posto loro, sarà l’affronto del corpo femminile, sarà il mistero di questo corpo, sarà perché non le sanno  o non le possono afferrare, saranno tutte queste cose insieme a spingere un uomo ad ammazzare una donna?

Ma quante donne uccise ci vogliono ancora per affrontare il problema seriamente e cercare di porre fine a questa strage?

Sono sufficienti le attuali leggi sullo stalking?

E’ una mancanza di legislazione o una mancanza di applicazione?

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