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	<title>scritture</title>
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	<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 09:21:28 +0000</pubDate>
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		<title>Il tempo, la bellezza e i cerchi</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jun 2008 20:47:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luciamarchitto</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Di quel giorno che andai alle torbiere credendo di vedere una grande quantità e varietà d’uccelli e vidi solo un cigno  mi è rimasta impressa la bellezza e il tempo fermo nel frinire delle cicale e nell’immobilità dell’acqua.
E mentre il cigno si allontanava creando cerchi concentrici, mentre per guardarlo spiavo tra le canne arrampicandomi sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:right;"><a href="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/06/dscf3273.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-143" src="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/06/dscf3273.jpg?w=300&h=224" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">Di quel giorno che andai alle <a href="http://www.torbiere.it/ita/index.htm">torbiere</a> credendo di vedere una grande quantità e varietà d’uccelli e vidi solo un cigno  mi è rimasta impressa la bellezza e il tempo f</span><span style="color:#000000;">ermo nel frinire delle cicale e nell’immobilità dell’acqua.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">E mentre il cigno si allontanava creando cerchi concentrici, mentre per guardarlo spiavo tra le canne arrampicandomi sulla staccionata, mi tornò alla mente la mia infanzia e quel sentiero che dal paese mi portava in campagna e di come il tempo allora mi sembrava stesse fermo,  e di come immaginavo di diventare grande ma che mai avrei pensato lo sarei diventata per davvero. Ma adesso che ci penso non è che avessi davvero quel pensiero così compiutamente espresso soltanto io ero una bambina e come tale sarei restata e gli altri sempre grandi e questo era la realtà dei fatti.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">Il cigno allontanandosi si pose al centro delle acque. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">Ed io pensai alla bellezza.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">E lo pensai guardando i cerchi che aveva creato.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">Alla loro perfezione.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">A quelle montagne che si specchiavano.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">A come mille anni fa già si specchiavano.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">A come un altro cigno e un altro e un altro ancora per tanti anni avevano mosso con eleganza il passo dentro la stessa acqua per portarsi al centro creando perfetti cerchi concentrici.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">A come tutto questo viveva, aveva vissuto, avrebbe continuato a vivere così senza che io lo guardassi, a come in fondo io, nel vestito rosso di mia figlia, al pari del cigno, potevo solo creare  cerchi, lasciare  impronte uguali a quelle di tanti che erano passati o che passeranno sul sentiero, tra le canne.<a href="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/06/dscf32751.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-145" src="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/06/dscf32751.jpg?w=300&h=205" alt="" width="300" height="205" /></a><a href="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/06/dscf3275.jpg"></a></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">E quando mi fermai alla fontana, quando lessi dell’antico lavatoio, mi parve di sentire tante voci, tante mani che battevano i panni, li affondavano nell’acqua per poi tirarli fuori, e quella voce e quelle mani erano mie, erano tue, erano sue. Erano mani, voci ma ciò che resta è l’acqua, la montagna, il sole e il vento nel canneto.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">Il cigno piega il collo, infila la testa sotto l’ala e dorme.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">L’acqua, il canneto, i monti, tutto si specchia e tutto resta fermo</span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">.</span><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/luciamarchitto.wordpress.com/142/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/luciamarchitto.wordpress.com/142/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/luciamarchitto.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/luciamarchitto.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/luciamarchitto.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/luciamarchitto.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/luciamarchitto.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/luciamarchitto.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/luciamarchitto.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/luciamarchitto.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/luciamarchitto.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/luciamarchitto.wordpress.com/142/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=luciamarchitto.wordpress.com&blog=2561661&post=142&subd=luciamarchitto&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Occhiali scuri</title>
		<link>http://luciamarchitto.wordpress.com/2008/06/22/occhiali-scuri/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 18:50:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luciamarchitto</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[diario]]></category>

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		<description><![CDATA[‘E’ un incubo’ penso mentre spingo il carrello. E’ la seconda volta che me lo trovo di fronte. E’ piccolo, magro, capelli neririssimi, lisci, che dai lati si dipartono avvolgendo la calvizie del cranio, baffetti neri che coprono solo la parte centrale del labbro superiore, sguardo inquietante, è un sosia. Un sosia perfetto.  Mi guardo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;"><a href="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/06/dscf3258.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-140" src="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/06/dscf3258.jpg?w=300&h=149" alt="" width="300" height="149" /></a>‘E’ un incubo’ penso mentre spingo il carrello. E’ la seconda volta che me lo trovo di fronte. E’ piccolo, magro, capelli neririssimi, lisci, che dai lati si dipartono avvolgendo la calvizie del cranio, baffetti neri che coprono solo la parte centrale del labbro superiore, sguardo inquietante, è un sosia. Un sosia perfetto.  Mi guardo in giro, spio le facce delle persone che mi sono intorno sperando di trovare su qualcuno di loro il mio stesso sgomento, la mia stessa rabbia, la mia inquietudine, la mia paura anche. Vedo solo volti indifferenti calati verso banconi di frutta e verdura che non ha sentore di sole e di terra.  Avvolte nei  neon le facce hanno lo stesso aspetto della frutta e della verdura. Cerco di districarmi tra i carrelli allontanandomi il più possibile, quasi una fuga.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">La sua vista mi annebbia la vista. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">Mi rifugio tra i libri ‘ Non è possibile!” dico fra i denti quando, in bella mostra sullo scaffale, vedo il libro di Genna, sulla copertina  una faccia, identica a quella da cui sono appena fuggita, mi guarda scura. Lo stesso taglio di baffi, la stessa pettinatura. Identici. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">E lo so che il libro di Genna non è un inno alla sua persona ma io quel libro non lo comprerò, non posso pensare di ritrovare quella faccia anche in casa mia.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">Quando esco fuori il sole mi acceca, apro la borsa, tiro fuori gli occhiali scuri e me li metto sul naso. Ma il gesto che si è appena compiuto mi lascia perplessa. Non portavo mai gli occhiali da sole fino a poco tempo fa. Mi dava fastidio vedere il mondo scurito, comunque diverso, falso, falsificato.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">E’ una giornata questa in cui l’estate trabocca. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">Da qualche parte il fico profuma l’aria, non qui dove sono io, in mezzo a questo parcheggio, tra tutti questi carrelli, dove soltanto l’odore metallico delle auto mi arriva nel naso. Il volante mi scotta le mani, fatico a fare manovra, impazienti clacson feriscono l’aria; dietro i vetri, nel caldo dell’abitacolo,  altri occhi ciechi guardano la strada avvolti nel nero degli occhiali.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">E’ una giornata in cui l’asfalto esala calore. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">Mi annebbia i pensieri che intorpiditi e dolenti si affacciano pigri, si ingarbugliano, non generano parole, solo immagini, la sua faccia, i nostri occhiali scuri, questo tempo fermo nella corsa all’acquisto, nell’assalto al supermercato, nei carrelli in cui la roba tracima, quella faccia che cammina tranquilla in mezzo a noi, come se fosse normale, come se nessuno più sapesse cosa voglia dire, cosa è stato, cosa ha fatto, abbiamo inforcato gli occhiali sul naso, ecco cosa abbiamo fatto! </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">Da dietro i vetri scuri la luce non ferisce gli occhi cosicché possiamo guardare ogni cosa senza lacrimare, qualunque cosa si può guardare protetti da due lenti scure e spesse. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">Possiamo vedere le immagini di fumo dei campi rom incendiati,  il continuo disprezzo nella parola stranieri, razze, etnie, diversi, lasciare che le bocche dei giudici vengano imbavagliate, possiamo guardare senza battere ciglio. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">Possiamo vedere Hitler camminare in mezzo a noi e restare indifferenti.</span></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/luciamarchitto.wordpress.com/139/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/luciamarchitto.wordpress.com/139/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/luciamarchitto.wordpress.com/139/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/luciamarchitto.wordpress.com/139/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/luciamarchitto.wordpress.com/139/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/luciamarchitto.wordpress.com/139/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/luciamarchitto.wordpress.com/139/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/luciamarchitto.wordpress.com/139/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/luciamarchitto.wordpress.com/139/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/luciamarchitto.wordpress.com/139/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/luciamarchitto.wordpress.com/139/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/luciamarchitto.wordpress.com/139/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=luciamarchitto.wordpress.com&blog=2561661&post=139&subd=luciamarchitto&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>La terrazza - incipit -</title>
		<link>http://luciamarchitto.wordpress.com/2008/06/19/la-terrazza-incipit/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 21:13:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luciamarchitto</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La rosa gialla ergendosi con le sue spine taglia la terrazza a metà. Le mattonelle di un ocra caldo riflettono la luce pomeridiana incendiandosi.  Come schizzi di inchiostro le persone siedono ai tavoli e il cielo sopra e sotto di loro li rende simili a zattere naviganti.  La luce, questa luce pomeridiana che ogni giorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;margin:0 22.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;"><a href="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/06/dscf1045.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-138" src="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/06/dscf1045.jpg?w=300&h=225" alt="" width="300" height="225" /></a>La rosa gialla ergendosi con le sue spine taglia la terrazza a metà. Le mattonelle di un ocra caldo riflettono la luce pomeridiana incendiandosi.  Come schizzi di inchiostro le persone siedono ai tavoli e il cielo sopra e sotto di loro li rende simili a zattere naviganti.  La luce, questa luce pomeridiana che ogni giorno mi attira e mi fa uscire dal chiuso della  stanza potrebbe inghiottirmi se non ci fosse la rosa gialla con le sue spine.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 22.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">L’ha comprata Marcella un giorno tornando dal mercato, ho sentito il suo respiro affannoso trascinarsi dal fondo della scala, entrando non si è fermata, ha aperto la porta-finestra e l’ha messa proprio qui che se anche sei in fondo alla stanza la vedi e ti incanta.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 22.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">I gradini delle scale sono tiepidi sotto la pianta del piede, la gonna ampia mi solletica col suo fluttuare,  in fondo alla scala la testa bionda di Marcella sembra confondersi col riverbero del sole. Mi fermo perché non vorrei spaventarla, ha paura delle ombre Marcella.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 22.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Scende l’ultimo gradino e si avvia verso i tavoli della terrazza diventando schizzo d’inchiostro come gli altri. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 22.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Solo quando è seduta inizio a scendere veloce, mi piace camminare scalza e veloce per le scale, mi dà un senso di euforia e la brezza entra con più vigore tra le pieghe delle gonna, dentro i capelli. Io non ho paura delle ombre come Marcella. Perché le ombre ti passano addosso e oscurano un poco la visuale ma non ti fanno alcun male, come le parole per dire, Angela ha paura delle parole, dice che alcune sono oscure e feriscono e non si riesce a scacciarle via neanche quando il loro suono è scomparso da tempo, ma non è proprio delle parole che ha paura perché quando siamo sedute vicine e parliamo tutte e quattro lei non ha paura, forse ha paura di alcune, non so ancora di quali.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 22.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Angela è seduta da un pezzo al tavolo di fronte alla ringhiera, lei ama guardare in basso alla terrazza, dal balcone no perché sente il vuoto troppo dritto e profondo, la terrazza invece si allunga piano verso il mare e non ha nessun vuoto perché è ben piantata nella terra, si solleva appena come la prua di una nave infilandosi sopra l’acqua e lei ama l’acqua anche se non sa nuotare.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 22.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Piante di limone bucano l’ocra del pavimento, un ramo nasconde alla vista la testa di Mara che seduta in parte ad Angela muove i piedi nei sandali con gli anelli dai colori vivaci. Mara vorrebbe sempre tutto in movimento, quando le tende, nell’arsura del mezzogiorno, restano impalate e dritte e tese sull’asse di ferro delle finestre ci punta contro il ventilatore perché non è del caldo che ha paura Mara ma dell’immobilità. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 22.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Marcella le ha raggiunte, sposta la sedia e si siede.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 22.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Anch’io sono quasi arrivata, mi fermo un attimo a guardare questa luce pomeridiana che infiamma le mattonelle e fa brillare i limoni. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">E non ho incollato sopra il naso gli occhiali scuri da cui non mi separo mai perché solo questa luce pomeridiana riesco a guardare. Perché solo di questa luce non ho paura.</span></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/luciamarchitto.wordpress.com/137/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/luciamarchitto.wordpress.com/137/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/luciamarchitto.wordpress.com/137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/luciamarchitto.wordpress.com/137/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/luciamarchitto.wordpress.com/137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/luciamarchitto.wordpress.com/137/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/luciamarchitto.wordpress.com/137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/luciamarchitto.wordpress.com/137/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/luciamarchitto.wordpress.com/137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/luciamarchitto.wordpress.com/137/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/luciamarchitto.wordpress.com/137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/luciamarchitto.wordpress.com/137/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=luciamarchitto.wordpress.com&blog=2561661&post=137&subd=luciamarchitto&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Fine settimana col gruppo Carmichael</title>
		<link>http://luciamarchitto.wordpress.com/2008/06/16/fine-settimana-col-gruppo-carmichael/</link>
		<comments>http://luciamarchitto.wordpress.com/2008/06/16/fine-settimana-col-gruppo-carmichael/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 13:03:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luciamarchitto</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[diario]]></category>

		<category><![CDATA[brescia]]></category>

		<category><![CDATA[il caso carmichael]]></category>

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		<category><![CDATA[scrittura collettiva]]></category>

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		<description><![CDATA[Le mani parevano  suonare uno strumento. Leggermente sollevate dal tavolo, leggermente sospese sui tasti, facevano cadere le dita dall’alto, le parole che si formavano sul video, assumendo la loro forma di lettere, mi davano un suono come di pioggia, quella pioggia allegra che alterna piccole gocce, l’una dietro l’altra, incessante nel suo cick ciuk ciak, ciok.
La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;margin:0;"><a href="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/06/dscf3254.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-136" src="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/06/dscf3254.jpg?w=300&h=224" alt="" width="300" height="224" /></a>Le mani parevano  suonare uno strumento. Leggermente sollevate dal tavolo, leggermente sospese sui tasti, facevano cadere le dita dall’alto, le parole che si formavano sul video, assumendo la loro forma di lettere, mi davano un suono come di pioggia, quella pioggia allegra che alterna piccole gocce, l’una dietro l’altra, incessante nel suo cick ciuk ciak, ciok.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">La testa era tutta concentrata sullo schermo. Ogni tanto le mani si infilavano tra i capelli e dal basso li spingevano verso l’alto con forza, quasi a volersene liberare.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">Ma di tutto ciò che catturava la mia attenzione era lo sguardo e lo stupore nel capire la profondità del suo vedere.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">Ma l’ammirazione sgorgava quando parlava. Di tutto il sapere, di tutti quei libri, di tutte quelle deduzioni, citazioni, l’enfasi della lettura, la determinazione a tenere insieme tanti fili sullo stesso telaio. A saperli intrecciare scegliendo la qualità del filo e del suo colore. Il tutto racchiuso nella parola, quella antica  che la modernità ha  svuotato del suo significato originale: “Maestro”.  Parola che si associava nella mia testa alla frase letta in un libro, che non sapevo ancora quale fosse e che si è concretizzata quando ha incollato tutti i post-it sulla vetrinetta della credenza. Quando il libro che scriveremo ha preso forma. I post-it che rappresentavano i fatti  e le storie del caso Carmichael che stavamo analizzando, lo scheletro del libro che vogliamo scrivere, soltanto allora ho capito che la frase che mi era venuta in mente la dice il maestro Effendi nel libro &#8217;Il mio nome è Rosso&#8217; di Orhan Pamuk, che così recita:</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">&#8220;<em>Perchè sembra che neanch&#8217;io sappia esattamente cosa raccontano i disegni</em> (fatti). <em>Ma so come dovrebbero essere&#8221; . </em></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">“Domani sveglia alle sette” ci ha congedato con queste parole la sera del sabato, prima di andare a letto.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">La mattina dopo ero in piedi alle sei perché sono figlia della vecchia scuola, quella in cui il Maestro non si deve fare attendere ma lo si deve aspettare.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">Dei miei compagni mi ha stupito la capacità di esporsi al confronto senza antagonismo, senza barlume di apparire migliore o superiore a.  Soprattutto mi ha colpito la loro passione per la storia che stiamo cercando di raccontare. Di come questa cosa sia importante. Del fatto che Adriana ha affrontato un lungo viaggio per stare con noi una sera e un giorno, neanche tutto intero. Del fatto che Guido ha rinunciato a partecipare ad un evento importante, al pari di Gianpaolo che ha dovuto decidere tra gli obblighi familiari e questo incontro tra persone con cui tante mail sono state scritte ma che poi alla fine fin non si conoscono perché manca quella parte importante di noi che è la voce, la faccia, un corpo in sostanza. </p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">Di me stessa posso dire che ero la più piccola come statura e peso corporeo<br />
e la più vecchia come età.<br />
Di ognuno di loro conserverò la voce e i gesti che la raccontano.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">Di questo fine settima  resterà l’incanto della pioggia.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">L&#8217;incanto di essere un gruppo e di farne parte.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p style="margin:0;">Il progetto si trova <a href="http://ilcasocarmichael.wordpress.com/about/">QUI </a></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/luciamarchitto.wordpress.com/135/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/luciamarchitto.wordpress.com/135/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/luciamarchitto.wordpress.com/135/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/luciamarchitto.wordpress.com/135/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/luciamarchitto.wordpress.com/135/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/luciamarchitto.wordpress.com/135/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/luciamarchitto.wordpress.com/135/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/luciamarchitto.wordpress.com/135/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/luciamarchitto.wordpress.com/135/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/luciamarchitto.wordpress.com/135/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/luciamarchitto.wordpress.com/135/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/luciamarchitto.wordpress.com/135/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=luciamarchitto.wordpress.com&blog=2561661&post=135&subd=luciamarchitto&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Silenzio per Maria Strofa</title>
		<link>http://luciamarchitto.wordpress.com/2008/06/11/silenzio-per-maria-strofa/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 19:51:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luciamarchitto</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[comunicazioni]]></category>

		<category><![CDATA[diario]]></category>

		<category><![CDATA[maria strofa]]></category>

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		<description><![CDATA[Dapprima ho pensato fosse qualcosa di ironico,
leggendo poi mi sono resa conto che non lo era affatto.
La notizia data da Remo nel suo blog mi ha lasciata senza parole.
Così ho preso il cane e me ne sono andata per strada.
Sotto i cornicioni delle case gialle stanno i nidi di pietra delle rondini.
Per strada i soliti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="margin:0;"><span style="color:#000000;">Dapprima ho pensato fosse qualcosa di ironico,<br />
leggendo poi mi sono resa conto che non lo era affatto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="color:#000000;">La notizia data da </span><a href="http://remobassini.wordpress.com/2008/06/10/silenzio-per-mariastrofa/#comments"><span style="color:#000000;"><strong>Remo</strong></span></a><span style="color:#000000;"> nel suo blog mi ha lasciata senza parole.</span></p>
<p style="margin:0;"><span style="color:#000000;">Così ho preso il cane e me ne sono andata per strada.</span></p>
<p style="margin:0;"><span style="color:#000000;">Sotto i cornicioni delle case gialle stanno i nidi di pietra delle rondini.</span></p>
<p style="margin:0;"><span style="color:#000000;">Per strada i soliti passi.</span></p>
<p style="margin:0;"><span style="color:#000000;">Eppure tutto è fermo, sospeso. </span></p>
<p style="margin:0;"><span style="color:#000000;">Appesi sul filo i panni piangono gocce d’acqua.</span></p>
<p style="margin:0;"><span style="color:#000000;">E io me ne vado sfilando pensieri che non so raccogliere.</span></p>
<p style="margin:0;"><span style="color:#000000;">Silenziosi rotolano sulla strada come sassi.</span></p>
<p style="margin:0;"><span style="color:#000000;">E non trovo parole per dire ciò che provo </span><span style="color:#000000;">di fronte alla sua morte.</span></p>
<p style="margin:0;"><span style="color:#000000;">Come nidi di pietra le parole se ne stanno tutte attaccate alla <a href="http://mariastrofa.splinder.com/"><strong>casa</strong></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="color:#000000;">Il cielo ha apparecchiato la tavola per un nuovo temporale.<br />
Greve di pioggia aspetta.</span></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/luciamarchitto.wordpress.com/133/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/luciamarchitto.wordpress.com/133/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/luciamarchitto.wordpress.com/133/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/luciamarchitto.wordpress.com/133/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/luciamarchitto.wordpress.com/133/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/luciamarchitto.wordpress.com/133/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/luciamarchitto.wordpress.com/133/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/luciamarchitto.wordpress.com/133/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/luciamarchitto.wordpress.com/133/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/luciamarchitto.wordpress.com/133/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/luciamarchitto.wordpress.com/133/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/luciamarchitto.wordpress.com/133/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=luciamarchitto.wordpress.com&blog=2561661&post=133&subd=luciamarchitto&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Tante cose</title>
		<link>http://luciamarchitto.wordpress.com/2008/06/10/tante-cose/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 04:58:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luciamarchitto</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[diario]]></category>

		<category><![CDATA[anniversario]]></category>

		<category><![CDATA[fiorella mannoia]]></category>

		<category><![CDATA[io che amo solo te]]></category>

		<category><![CDATA[matrimonio]]></category>

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		<description><![CDATA[

sono cambiate da quel lontano 10 giugno 1982, 
altre,
come le parole di questa canzone,
sono rimaste sempre uguali.
 



       ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div></div>
<p><span style="color:#000000;"></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">sono cambiate da quel lontano 10 giugno 1982, <br />
altre,<br />
come le parole di questa canzone,<br />
sono rimaste sempre uguali.</p>
<p> </p>
<p></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://luciamarchitto.wordpress.com/2008/06/10/tante-cose/"><img src="http://img.youtube.com/vi/LvNvkWej4CA/2.jpg" alt="" /></a></span><br />
</span></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/luciamarchitto.wordpress.com/132/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/luciamarchitto.wordpress.com/132/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/luciamarchitto.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/luciamarchitto.wordpress.com/132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/luciamarchitto.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/luciamarchitto.wordpress.com/132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/luciamarchitto.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/luciamarchitto.wordpress.com/132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/luciamarchitto.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/luciamarchitto.wordpress.com/132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/luciamarchitto.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/luciamarchitto.wordpress.com/132/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=luciamarchitto.wordpress.com&blog=2561661&post=132&subd=luciamarchitto&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Di noi tre</title>
		<link>http://luciamarchitto.wordpress.com/2008/06/04/di-noi-tre/</link>
		<comments>http://luciamarchitto.wordpress.com/2008/06/04/di-noi-tre/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 21:16:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luciamarchitto</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[diario]]></category>

		<category><![CDATA[amicizia]]></category>

		<category><![CDATA[lavoro]]></category>

		<category><![CDATA[mensa]]></category>

		<category><![CDATA[pensione]]></category>

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		<description><![CDATA[
Alla fine mi sono fissata sulla candela: si è consumata tutta, la cera disciolta ha riempito il piattino tracimando sulla tovaglia.
Lo stoppino nero sulla cera bianca era infossato come una piccola meteora scura in una collina di neve.
Così ho pensato che è finita un’epoca.
Di noi tre sedute in mensa.
Di noi tre che aspettavamo quel momento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/06/dscf3250.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-130" src="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/06/dscf3250.jpg?w=300&h=227" alt="" width="300" height="227" /></a></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">Alla fine mi sono fissata sulla candela: si è consumata tutta, la cera disciolta ha riempito il piattino tracimando sulla tovaglia.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">Lo stoppino nero sulla cera bianca era infossato come una piccola meteora scura in una collina di neve.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">Così ho pensato che è finita un’epoca.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">Di noi tre sedute in mensa.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">Di noi tre che aspettavamo quel momento per ogni cosa e ogni cosa diveniva altro mentre rotolava fuori dalle bocche poggiandosi sul tavolo, tra i vassoi e una volta, non molto tempo fa, tra le oliere, saliere, cavatappi, ora sostituiti dalla plastica, prima delle bottiglie, poi dell’oliera,  poi di alcuni piatti.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">E noi tre a borbottare &#8216;plastica, plastica&#8217;.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">E noi tre a ridere su piccole cose buffe che sempre succedono.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">E noi tre a incazzarci, a stupirci, a chiederci come  mai, come mai Berlusconi ha vinto le elezioni, e la lega ha stravinto, e le discussioni, e lei che diceva ‘è una vita che ho la tessera del partito, è una vita che aspetto il cambiamento, l’inversione della rotta’.  </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">E poi la delusione del lavoro &#8217;sempre peggio, sempre peggio, ognuno coltiva il suo orticello in questo posto&#8217;, questo posto che negli anni ha visto cambiare il lavoro e i lavoratori, e adesso ci sono quelli di serie A e quelli di serie B, quelli dipendenti e quelli appaltati. Prima è stato appaltato il servizio lavastoviglie, poi il servizio di pulizie, poi alcuni servizi amministrativi. Tra non molto sarà appaltata la lavanderia e la mensa. Tra poco  sarà tutto un appalto. Si appalteranno i nostri cuori, la nostra mente, i nostri occhi e tutto finirà nel fondo di plastica delle bottiglie.<br />
Ma in tre c&#8217;era la speranza. C&#8217;era la parola, quel </span><span style="color:#000000;"> il parlare fitto fitto da cui sgorgava la speranza che non tutto ancora è perduto, che essere in tre non è come essere da soli. Era fitta fitta la voce della nostra vita riunita intorno al tavolo, nel rumore della mensa. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">Eravamo tre amiche sedute al desco della condivisione.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">Ora l’una fa il part-time, l’altra, dopo quaranta anni di lavoro, è andata in pensione. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">La mensa ora è un luogo diverso.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">Mancheranno i piccoli passi, il tintinnio dei bracciali, l’ irruenza, il  “come stai”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">Di noi tre conserverò questa foto e quell’altra, quella che si nasconde nel fondo dei miei occhi</span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">.</span></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/luciamarchitto.wordpress.com/129/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/luciamarchitto.wordpress.com/129/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/luciamarchitto.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/luciamarchitto.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/luciamarchitto.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/luciamarchitto.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/luciamarchitto.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/luciamarchitto.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/luciamarchitto.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/luciamarchitto.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/luciamarchitto.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/luciamarchitto.wordpress.com/129/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=luciamarchitto.wordpress.com&blog=2561661&post=129&subd=luciamarchitto&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Elena - monologo -</title>
		<link>http://luciamarchitto.wordpress.com/2008/06/03/elena-monologo/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 16:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luciamarchitto</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[Antefatto
Elena, unica figlia di un ricco e potente uomo d’affari molto cattolico, si innamora di Radames, i due giovani fanno un viaggio in Egitto, terra natale di Radames, decidono durante questo viaggio di sposarsi col rito islamico. Tornata a casa Elena comunica al padre la scelta fatta. Il padre molto preoccupato per il futuro della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><h6><a href="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/06/callasisolde1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-127 alignleft" style="float:left;" src="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/06/callasisolde1.jpg?w=128&h=89" alt="" width="128" height="89" /></a>Antefatto<br />
Elena, unica figlia di un ricco e potente uomo d’affari molto cattolico, si innamora di Radames, i due giovani fanno un viaggio in Egitto, terra natale di Radames, decidono durante questo viaggio di sposarsi col rito islamico. Tornata a casa Elena comunica al padre la scelta fatta. Il padre molto preoccupato per il futuro della figlia e, non essendo riuscito a convincerla ad annullare il matrimonio,  dà un appuntamento a Radames per cercare di convincere quest’ultimo o quantomeno di comprarlo con i suoi denari. L’appuntamento è su una spiaggetta isolata, proprietà privata del padre di Elena. Arrivano sul luogo dell’appuntamento in momenti diversi, prima l’uno e poi l’altro, discutono animatamente, Radames non accetta i soldi e si avvia per la strada del ritorno, seguito dal padre di Elena che tenta ancora minacciando e supplicando di convincerlo. In una piccola insenatura si imbattono in una scena raccapricciante: il cadavere imbrattato di sangue di una donna, nell’avvicinarsi scoprono che la donna in questione è l’amante del padre di Elena e la padrona di casa dove  Radames  presta servizio. I due sospettati di omicidio si accusano a vicenda.<br />
Elena prima dell&#8217;appuntameto dei due uominisulla spiaggia, si è incontrata  prima con l&#8217;uno e poi con l&#8217;altro. Nell’ora della morte stabilita dal medico legale lei era con uno dei due. Elena pensa, sente o vuole che siano entrambi innocenti e sa che la sua testimonianza scagionerà solo uno dei due e condannerà irrimediabilmente l’altro. Dibattuta tra l’amore per il padre e quello dell’amato, tra la verità e l’omertà, tra un dio e l’altro, esprime questo suo dramma nel monologo che segue. Lo esprime mentre prepara una valigia per il viaggio,  il viaggio che dopo il processo l’attende. <br />
Ho costruito il monologo usando alcune strofe della canzone di Rino Gaetano: AIDA  e la frase “Per chi piango? Per chi Prego” tratta dal I atto dell’opera di Verdi insieme a questa strofa:<br />
Quale potere m&#8217;avvince a lui!/Lo amo eppure vedo in lui//Un nemico, uno straniero!  </h6>
<p> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<div><span style="color:#666666;"><span style="color:#666666;"></p>
<div><span style="color:#666666;"></span></div>
<p></span></span></div>
<p><span style="color:#666666;"><span style="color:#666666;"><span style="color:#666666;"><span style="color:#666666;"><span style="color:#666666;"><span style="color:#666666;"><span style="color:#000000;"><strong>&#8220;Se solo sapesse questo cielo le tenebre in cui verso, se solo sapesse si oscurerebbe invece di accendersi in questo ultimo giorno di  giugno carico di luce e profumi.</strong></span><strong> <br />
</strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"> </p>
<p></span></span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><strong>Se solo sapesse il tormento che perfora, lacera le mie carni.<br />
</strong></span><span style="color:#000000;"><strong>Queste carni avvolte in vestiti di lino che dovrebbero rinfrancarle dalla calura, dovrebbero, invece si appiccicano addosso soffocandomi.<br />
</strong></span><span style="color:#000000;"><strong>La valigia con la sua pancia aperta e vuota attende sul letto, attende di essere colmato il vuoto sopra un letto disfatto, ingombro di abiti e cose, un paio di calze nere a rete se ne stanno là, sul bordo del letto, come me sul bordo della vita, un bordo che vorrei oltrepassare da una parte o dall’altra non importa quale essa sia purché non resti qui, tesa come una corda di confine.<br />
</strong></span><span style="color:#000000;"><strong>Io Elena, figlia<br />
</strong></span><span style="color:#000000;"><strong>Io Elena, amante<br />
</strong></span><span style="color:#000000;"><strong>Io Elena ancora figlia,  sottile come una corda<br />
</strong></span><span style="color:#000000;"><strong>Io Elena ancora amante, calza nera  sul bordo del letto<span id="more-126"></span><br />
</strong></span><span style="color:#000000;"><strong>Io Elena,  principessa  che sorride appesa al muro, incorniciata d’argento, nel giorno tanto atteso quando insieme io e lui siamo entrati nell’Arena, quando l’Aida cantava e io e lui incantati guardavamo sospesi nel mezzo della battaglia. </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="margin:0 58.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;"><strong>Il palpitare del cuore, le lacrime, la bellezza di Aida, il suo dilemma: il padre o l’amante. </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 58.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;"><strong>Non lo avrei mai detto, mai, che un giorno …</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 58.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;"><strong>Io Elena, figlia tanto amata, il suo orgoglio è ancora dentro gli occhi appesi al muro nella cornice d’argento mentre mi guarda nel giorno tanto atteso della mia prima comunione,  ‘sei bellissima!’ dicono i suoi occhi ancora adesso, ‘sei bellissima figlia mia!’, la mia bellezza: il suo vanto, il suo orgoglio di padre.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 58.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;"><strong>Io Elena, figlia orgogliosa di suo padre, il dio padre, quel padre premuroso e bello dagli occhi lucenti che mi portava sulle spalle, quel padre così onorato e riverito e rispettato, quel padre così grande che il suo nome tutti conoscono.  </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 58.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;"><strong>Io Elena, figlia del suo rosario, delle sue madonne e dei suoi tabù.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 58.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;"><strong>Io Elena, figlia che ha spezzato il rosario, i grani sono rotolati sul pavimento conficcandosi nei piedi scalzi e furenti che conquistano mattonelle di marmo nel quadrato di questa stanza.</strong></span></p>
<p style="margin:0 58.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;"><strong>Io Elena, figlia devota e amorosa, io che amo il padre mio, il mio idolo, il mio mito, e mai, mai avrei pensato….    </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 58.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;"><strong>Io Elena amante, amata, senza veli se non quello della mia pelle, al chiuso di una stanza, nel deserto ocra, sulla chiatta del fiume, sotto larghi cappelli di paglia, nelle mani dipinte di henné, nei sandali dorati, nella lunga e larga veste danzante. </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 58.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;"><strong>La lunga veste, stanza che avvolge il mio corpo e fa entrare soltanto il bagliore dei tuoi occhi.  </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 58.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;"><strong>Io Elena  rosa sbocciata tra le tue labbra, notte che si appisola tra i tuoi neri capelli.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 58.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;"><strong>Io Elena  riflesso dorato nei tuoi occhi, i tuoi occhi sulla nave che mi riporta a casa, e ti allontana dalla tua, la nave dei sussurri, i nostri, e quelli del mare. </strong></span></p>
<p style="margin:0 58.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;"><strong>Io Elena amante, amata senza veli, io che amo i tuoi occhi scuri, i tuoi capelli neri, le tue mani forti, mai avrei pensato, mai </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 58.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;"><strong>mai avrei pensato che domani tu, padre mio, </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 58.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;"><strong>mai avrei pensato che domani tu, amore mio,</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 58.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;"><strong>Mai avrei pensato che oggi voi due </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 58.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;"><strong>In un’aula di tribunale,<br />
l’uno contro l’altro armato</strong></span></p>
<p style="margin:0 58.9pt 0 0;"><strong><span style="color:#000000;">Iniziate  la battaglia </span><span style="color:#000000;"> </span></strong></p>
<p style="margin:0 58.9pt 0 0;"><strong><span style="color:#000000;">Per chi piango? Per chi prego?</span><span style="color:#000000;"> </span></strong></p>
<p style="margin:0 58.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;"><strong>Cerco i grani del rosario sparsi sul pavimento, li infilo uno a uno nel filo nuovo, ogni grano una preghiera. “Mio Dio, tu che sei Onnipotente, Onnipresente e Onnisciente, Tu che sai perdonare, perdonami!”</strong></span></p>
<p style="margin:0 58.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;"><strong>E mentre china raccolgo grani, appoggiata tra la valigia e il letto la lunga e larga veste mi sfiora la guancia, e un grido s’infila in gola: “Allah! Tu che sei Onnipotente, Onnipresente e Onnisciente, Tu che sai perdonare: perdonami!&#8221;</strong></span></p>
<p style="margin:0 58.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;"><strong>In una mano i grani e nell’altra la veste.</strong></span></p>
<p style="margin:0 58.9pt 0 0;"><strong><span style="color:#000000;">Nella gola l’urlo.</span><span style="color:#000000;"> </span></strong></p>
<p style="margin:0 58.9pt 0 0;"><strong><span style="color:#000000;">Per chi piango? Per chi Prego?</span><span style="color:#000000;"> </span></strong></p>
<p style="margin:0 58.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;"><strong>Il profumo suo nella larga veste, i suoi occhi neri, l’amore che dilata il mio cuore, lo lacera, lo stritola. </strong></span></p>
<p style="margin:0 58.9pt 0 0;"><strong><span style="color:#000000;">La larga veste, la mia prigione!</span><span style="color:#000000;"> </span></strong></p>
<p style="margin:0 58.9pt 0 0;"><strong><span style="color:#000000;">Quale potere m&#8217;avvince a lui!<br />
Lo amo eppure vedo in lui<br />
</span><span style="color:#000000;">Un nemico, uno straniero! </span><span style="color:#000000;"> </span></strong></p>
<p style="margin:0 58.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;"><strong>Per chi piango? Per chi prego?</strong></span></p>
<p style="margin:0 58.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;"><strong> </strong></span><strong><span style="color:#000000;">I grani neri nella mano bianca, la sua ombra sempre più lunga della mia, sempre accanto alla mia, colui che mi ha generato, che  ha accompagnato i miei passi,  mio padre che mi parlava della povertà e mi cresceva nella ricchezza.<br />
La corona di rosario, la mia prigione!</span><span style="color:#000000;"> </span></strong></p>
<p style="margin:0 58.9pt 0 0;"><strong><span style="color:#000000;">Per chi piango? Per chi prego?  </span><span style="color:#000000;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 58.9pt 0 0;"><strong><span style="color:#000000;">Per te che hai tolto i miei vestiti di lino, le mie calze a rete, sotto la veste nascosto il mio corpo e mi hai portato nella povertà mentre mi parlavi della ricchezza.</span><span style="color:#000000;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 58.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;"><strong>Per chi piango? Per chi prego? </strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 58.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;"><strong>Chi prego?</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 58.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;"><strong>Chi prego io, Elena, figlia, amante adorata, io che stringo i grani in una mano e la veste nell’altra.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 58.9pt 0 0;"><span style="color:#666666;"><span style="color:#000000;"><strong>Io che non sono né l’una né l’altra ma solo una corda di confine.&#8221;</strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="color:#666666;"><span style="color:#000000;">Questi i versi della canzone AIDA di Rino Gaetano che ho usato:<br />
</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="color:#666666;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#666666;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#666666;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#666666;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><em><span style="color:#666666;"><span style="color:#000000;">Lei sfogliava i suoi ricordi<br />
le sue istantanee<br />
i suoi tabù<br />
le sue madonne i suoi rosari<br />
e mille mari<br />
e alalà<br />
</span></span></em><em><span style="font-size:12pt;color:#666666;font-family:'Times New Roman';"><span style="color:#000000;">i suoi vestiti di lino e seta<br />
le calze a rete<br />
Marlene e Charlot<br />
</span></span></em><span style="font-size:12pt;color:#666666;font-family:'Times New Roman';"><em><span style="color:#000000;">e dopo giugno il gran conflitto<br />
e poi l&#8217;Egitto<br />
un&#8217;altra età…<br />
e sotto i fanali<br />
l&#8217;oscurità<br />
</span></em></span><span style="font-size:12pt;color:#666666;font-family:'Times New Roman';"><em><span style="color:#000000;"><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';"><span style="color:#000000;">e poi il ritorno in un paese diviso<br />
nero nel viso<br />
più rosso d&#8217;amore<br />
Aida come sei bella<br />
</span></span></span></em></span><span style="color:#666666;"><span style="color:#000000;">Aida le tue battaglie<br />
i compromessi<br />
la povertà</span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p> </p>
<div><span style="color:#666666;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#666666;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#666666;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#666666;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#666666;"><span style="color:#000000;"><span style="color:#000000;">Aida nella canzone di Rino Gaetano rappresenta l’Italia. Il mito italico. Ed è quello che ho voluto rappresentare nel monologo. <br />
</span><span style="color:#000000;">Nei tempi moderni, cioè oggi, succedono fatti come quelli di Hina, la giovane donna pakistana uccisa dal padre perché aveva disonorato la famiglia, succede che giovani mussulmani e cristiani o atei si innamorano nonostante fede e costumi diversi.<br />
</span><span style="color:#000000;">Ho scelto Elena cattolica e non Hina mussulmana perché la mia condizione di ateo non mi permette di capire cosa significa per una donna mussulmana la sua fede, e quindi il velo e quindi Hallah. Elena è cattolica, la mia infanzia cattolica mi facilita la comprensione del personaggio, per questo alla fine ho scelto lei.<br />
</span><span style="font-size:11pt;font-family:Arial;"><span style="color:#000000;">E ho scelto il nome di Elena, quell’Elena della guerra di Troia,  pensando alla bellezza, la bellezza delle donne che  le religioni vogliono nascondere o distruggere. La bellezza: inconsapevole strumento di tante guerre.</span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></div>
<div><span style="color:#666666;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#666666;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#666666;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#666666;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#666666;"><span style="color:#000000;"> </span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></div>
<div><span style="color:#666666;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#666666;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#666666;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#666666;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#666666;"><span style="color:#000000;"> </span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></div>
<p><span style="color:#666666;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#666666;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#666666;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#666666;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#666666;"><span style="color:#000000;"> </p>
<p></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:11pt;font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"><a href="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/04/somerights201.gif"><img class="alignnone size-medium wp-image-79" src="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/04/somerights201.gif?w=88&h=31" alt="" width="88" height="31" /></a></span></span></p>
<p> </p>
<div><span style="font-size:11pt;font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"> </span></span></div>
<div></div>
<div><span style="font-size:11pt;font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"> </span></span></div>
<p><span style="font-size:11pt;font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"></p>
<div></div>
<div><span style="font-family:Arial;"></span></div>
<p><span style="font-family:Arial;"><span style="color:#000000;"></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<div></div>
<p></span></span></span><span style="font-family:Arial;"></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 58.9pt 0 0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 58.9pt 0 0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#000000;"> </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 58.9pt 0 0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#000000;"> </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 58.9pt 0 0;"><span style="color:#666666;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#000000;"> </span></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 58.9pt 0 0;"><span style="color:#666666;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#000000;"> </span></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 58.9pt 0 0;"><span style="color:#666666;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#000000;"> </span></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 58.9pt 0 0;"><span style="color:#666666;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#000000;"> </span></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 58.9pt 0 0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 58.9pt 0 0;"> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
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		<title>La perfetta forma della O</title>
		<link>http://luciamarchitto.wordpress.com/2008/05/30/la-perfetta-forma-della-o/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 May 2008 19:04:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luciamarchitto</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[diario]]></category>

		<category><![CDATA[la casa bianca]]></category>

		<category><![CDATA[malinconia]]></category>

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		<description><![CDATA[Stamani, mentre mi apprestavo a chiudere la porta di casa lasciandola addormentata come la tana di un orso col desiderio di restare proprio come l’orso a godersi il sogno, mi è venuta in mente una canzone  “La strada nel bosco/ né lunga né larga/ e né stretta, è fatta a barchetta, barchetta per fare l’amOr [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;"><a href="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/04/dscf31901.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-83" src="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/04/dscf31901.jpg?w=252&h=185" alt="" width="252" height="185" /></a><a href="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/05/dscf2859.jpg"></a>Stamani, mentre mi apprestavo a chiudere la porta di casa lasciandola addormentata come la tana di un orso col desiderio di restare proprio come l’orso a godersi il sogno, mi è venuta in mente una canzone  “<em>La strada nel bosco/ né lunga né larga/ e né stretta, è fatta a barchetta, barchetta per fare l’amOr ….”.</em> Il cielo, grigio di pioggia  e carico di luce per l’inoltrata alba, ha dato ai miei ricordi quel bianco e nero delle vecchie pellicole sulle quali si sono stampate  in primo piano le labbra dei miei zii e quelle di mio padre che, nel pronunciare la parola amor, le modellano nella perfezione della O.<br />
Ricordo che da piccola quella O mi immalinconiva al punto da aver voglia di piangere e  più che il suono mi colpiva la sua immagine così tonda e piena di nostalgia. Con la testa appoggiata sul tavolo cercavo di immaginare una strada a forma di barca, ma non mi veniva in mente niente, tutta l’immaginazione restava incatenata alla O, alla sua forma così perfetta. Nella confusione della festa, nella stanchezza del gioco, nel tepore di quella casa, chiudevo gli occhi e mi addormentavo.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">I ricordi fanno giri strani, si attaccano a una parola e prendono altre vie che paiono distanti anche se non lo sono, così mi è vienuto in mente quella volta che sorpresi mia cugina mentre si metteva delle pezze nel reggiseno a mo’ di imbottitura, quando le chiesi perché mi rispose  “Un giorno le metterai anche tu e capirai”, io pensai che mai e poi mai avrei fatto una cosa del genere e in effetti non lo feci mai, in compenso però qualche anno più tardi, appena fuori dalla vista di mia madre, accorciavo  la gonna di un bel po’ scoprendo le mie gambe storte. Ho sorriso pensando a come orgogliosa le scoprivo. E mi sono venute in mente tutte le canzoni che in quel periodo ascoltavo, canzoni dal tono romantico che mi illanguidivano di malinconia, canzoni che qualche anno più tardi avrei rinnegato e sostituito con  quelle di Claudio Lolli, Guccini, De Andrè e De Gregori e con esse avrei rinnegato anche la minigonna.<br />
I ricordi fanno giri strani, concentrici a volte, i cerchi si allargano e si restringono fino a ritornare al punto di partenza, fino alla casa di mio zio, quella in cui si cantava la strada nel bosco, quella casa così amata dove i passi di alcuni dei miei zii, irrigiditi nella morte,  mai più si poggeranno, e mi è venuta in mente sulle note di un’altra canzone che ho cominciato a canticchiare “<em>C&#8217;è una casa bianca che/più mai più io scorderò/mi rimane dentro il cuor /con la mia gioventù. /era tanto tempo fa /ero bimba e di dolore /io piangevo nel mio cuor/non volevo entrare là./Tutti i bimbi come te /hanno qualche cosa che/di terror li fa tremar/e non sanno che cos&#8217;è./Quella casa bianca che/non vorrebbero lasciare /è la loro gioventù/che mai più ritornerà</em>” la voce di Marisa Sannia, limpida,  delicata eppure così forte, si è infilata tra le gocce d’acqua della pioggia che ormai batte con impeto sul vetro causando l’affanno del tergicristallo, e l’assenza, così profonda, così dolorosa,  si racchiude tutta in quella O. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;">Muta, rotonda e perfetta s’installa nei miei occhi causando l’affanno delle ciglia.<br />
La pioggia che ormai cade a scrosci si mangia quel poco di bianco che c’era nel cielo e, mentre esco dalla macchina, crea canali d’acqua nei capelli che scorrono e mi rigano la faccia</span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">.<a href="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/05/dscf2859.jpg"></a></span></p>
<p style="text-align:center;"><img class="size-medium wp-image-125 aligncenter" src="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/05/dscf2859.jpg?w=300&h=295" alt="" width="300" height="295" /></p>
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		<title>l&#8217;urlo</title>
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		<pubDate>Wed, 28 May 2008 19:26:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luciamarchitto</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[memoria]]></category>

		<category><![CDATA[teatro]]></category>

		<category><![CDATA[auser botticino]]></category>

		<category><![CDATA[monologo]]></category>

		<category><![CDATA[strage di piazza della loggia brescia]]></category>

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		<description><![CDATA[E così mi sono avviata con ancora nelle mani il tremore della finestra che forse ho lasciato aperta.
Ci vogliono solo cento passi per raggiungere la piazza da casa mia. 
Cento passi mentre la gente mi viene incontro muta.
E poi mi  trovo di fronte questa donna inginocchiata con la bocca aperta senza emettere suono o parola o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;"><a href="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/05/loggia331.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-123" src="http://luciamarchitto.files.wordpress.com/2008/05/loggia331.jpg?w=202&h=300" alt="" width="202" height="300" /></a>E così mi sono avviata con ancora nelle mani il tremore della finestra che forse ho lasciato aperta.<br />
Ci vogliono solo cento passi per raggiungere la piazza da casa mia. <br />
Cento passi mentre la gente mi viene incontro muta.<br />
E poi mi  trovo di fronte questa donna inginocchiata con la bocca aperta senza emettere suono o parola o balbettii, sta lì inginocchiata con la bocca aperta: MUTA. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Eppure l’urlo è entrato nella mia carne è passato dagli occhi ed è sceso giù nella gola e poi l’ ha attraversata la gola ed è arrivato nello stomaco, l’ha percorso ed è scoppiato nella pancia con punture di spilli acuminati. </span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">E’ arrivato nella  pancia mentre dentro la pupilla si fissava un’immagine e in quella immagine c’è sangue, e corpi straziati e morte e fumo e io ho compiuto i miei cento passi e sto ferma con l’urlo che mi trapassa la pancia.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">E non mi avvicino, vorrei avvicinarmi a quei corpi, vorrei guardarli, vorrei sapere chi sono, vorrei sapere se tra quelle carni violate c’è la sua carne ma resto ferma.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Finché  non lo vedo lui è ancora vivo.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Sono qui ferma, con dentro la pancia fuoco e fiamme e dolore un dolore così forte che pare spezzarmi ma non mi spezzo e non mi muovo e guardo ma non vedo.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Poi una faccia conosciuta, una faccia amica mi viene incontro e io vorrei dire qualcosa, vorrei fermarlo chiedere a lui chi sono, chi sono tutti quei morti, ma lui mi guarda e passa oltre:<br />
Passa oltre mi guarda e non mi vede e io mi sento aria.<br />
E so che se anche lui mi avesse vista io non avrei trovato le parole, le parole per chiedere se tra quei corpi che giacciono fermi e immobili e straziati ci sia il suo corpo.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Sto qui ferma pensando che tutto sia fermo anche il tempo.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Eppure il tempo è passato.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">E’ passato perché hanno portato via i morti e hanno pulito la piazza.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">E così alla fine mi muovo e non so come e quanti passi ancora ho fatto ma li ho fatti perché sono tra le sue braccia e sento la sua forza, il suo calore, il suo profumo, e sono felice felice!</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Ma fuoco e fiamme e dolore, un dolore così forte che buca la pancia  mi ricorda che qualcuno è morto oggi, poco fa, qualcuno è morto ed io adesso non posso essere felice.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0 4.9pt 0 0;"><span style="color:#000000;">Non posso.</span><span style="color:#000000;"> </span></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/luciamarchitto.wordpress.com/122/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/luciamarchitto.wordpress.com/122/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/luciamarchitto.wordpress.com/122/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/luciamarchitto.wordpress.com/122/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/luciamarchitto.wordpress.com/122/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/luciamarchitto.wordpress.com/122/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/luciamarchitto.wordpress.com/122/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/luciamarchitto.wordpress.com/122/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/luciamarchitto.wordpress.com/122/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/luciamarchitto.wordpress.com/122/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/luciamarchitto.wordpress.com/122/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/luciamarchitto.wordpress.com/122/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=luciamarchitto.wordpress.com&blog=2561661&post=122&subd=luciamarchitto&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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