Ho visto magnolie in fiori oggi e mi sono ricordata che l’anno scorso in un giorno di primavera come questo avevo scritto la pagina che segue, mai pubblicata su questo diario, lo faccio ora perché tutto è passato e pare proprio che io non sia malata.Lo faccio per dire che a volte i medici non sanno ascoltare, e spesso dimenticano che di fronte a loro c’è una persona.
27 marzo 2008
Non ero mai entrata in questo reparto. D’altra parte non si può entrare. E’ un reparto protetto. Suono. Passano lenti i minuti poi la porta si apre per richiudersi alle mie spalle. E’ elettrica. Fa tutto da sola. Prima di entrare infilo i calzari sopra le scarpe. Tutto è perfettamente pulito. Ogni stanza sigillata.
Resto nel corridoio, gli esami tra le mani, la luce fredda dei neon si mangia l’odore di primavera che la magnolia mi aveva regalato.
Poi lei mi parla, mi disegna le catene leggere, una grossa Y, mi dice che una parte di questa Y, la parte superiore sinistra, migra da un’altra parte, dice che devo imparare a leggere i miei esami, ma io non so cosa siano le catene leggere, non so di cosa stia parlando veramente. Dico “Guardi che non sono né un medico né un infermiere”. Dice che non importa, che un ammalato deve imparare a leggere i suoi esami, “Così – dico – sono ammalata”. “No – risponde – questi valori sono bassi – però deve imparare a controllarli, glielo scrivo, scrivo anche le altre analisi che deve fare. E poi se sente un dolore da qualche parte vada subito a farsi una radiografia perché potrebbe esserci un buco nell’osso” La guardo, non ha cambiato espressione, la voce ha lo stesso tono di prima: né tranquilla né preoccupata né compassionevole né calda né fredda come il neon, tale e quale.
“Come un buco nell’osso?”
“Ha presente un’ostia? Ecco più o meno così. Lei faccia tutti questi esami: se i valori restano sotto la soglia del 25% non mi ricontatti, nel caso contrario mi ricontatti e faremo un prelievo del midollo osseo. Adesso – dice stizzita – non mi pare proprio il caso!”
“Scusi – dico – il prelievo del midollo …”
“Guardi le scrivo tutto qui, anzi scrivo al medico che l’ha mandata da me”
Scrive, sottolinea valori e sigle, scrive tutta una pagina a4 fronte/retro.
Torno dall’altro specialista, quello che mi ha mandato da lei, dice col sorriso a trentaquattro denti:
“Bene, vedo che non è un linfoma”
‘Un linfoma – penso – è un tumore’ e mentre lo penso guardo il suo sorriso a 34 denti, resto incatenata a quel sorriso. Faccio fatica a riemergere dal pensiero, a distogliere lo sguardo e la domanda esce senza averla pensata
“La sua collega ha parlato di buchi nelle ossa”
“Sono un’altra cosa”
“Cosa sono?”
“Ha presente un’ostia? Bene l’osso si consuma e si buca. Quando ha fatto tutti questi esami ci vediamo”. E non ha smesso di sorridere mai.
Per la prescrizione degli esami da fare vado dal mio medico di base.
Non guarda i referti dell’analisi del sangue che pure gli porgo, prende solo il foglio per copiare quelli ancora da fare.
Mi porge le impegnative e mi allunga la mano.
“Sono preoccupata” dico
“Ma sa – dice – è talmente lenta questa malattia, non stia a preoccuparsi”
“Ma che malattia è? Come si cura, si cura?”
“Ha presente un’ostia?”
“Sì – dico – ho presente” mi alzo ed esco.
Fuori il mondo è uguale, identico a quello di prima. Lo stesso traffico. La stessa magnolia. Soltanto ora fa freddo.
Improvvisamente mi accorgo che sono sola.
Che è tutto il giorno che sono sola.
Prendo il cellulare: non c’è nessuna chiamata.
Mi sento abbandonata.
Mi incammino verso casa.
Le macchine, gli autobus, il cielo, tutto è così irreale.
Anche la mia magnolia – uguale a quella della foto – è fiorita.
giulio
mi verrebbe da dire un’esclamazione tipica di una volta, un po’ blasfema, ma lascio perdere.
Anche a mio nipote avevano trovato un’ostia nella gamba e subito sembrava che fosse qualcosa di brutto. Poi tutto si è ridimensionato, forse l’ostia nemmeno c’è più.
Buona Pasqua e buoni pensieri!
@Giulio: l’incanto è nel fiore o, forse, il fiore è l’incanto. Contenta del tuo passaggio in questo blog solitario, ti mando un caro saluto. Ciao Lucia
@Pani: Grazie Pani, troppo tardi per farti gli auguri di pasqua ma ancora in tempo per augurare anche a te buoni pensieri. Ciao Lucia