E così mi sono avviata con ancora nelle mani il tremore della finestra che forse ho lasciato aperta.
Ci vogliono solo cento passi per raggiungere la piazza da casa mia.
Cento passi mentre la gente mi viene incontro muta.
E poi mi trovo di fronte questa donna inginocchiata con la bocca aperta senza emettere suono o parola o balbettii, sta lì inginocchiata con la bocca aperta: MUTA.
Eppure l’urlo è entrato nella mia carne è passato dagli occhi ed è sceso giù nella gola e poi l’ ha attraversata la gola ed è arrivato nello stomaco, l’ha percorso ed è scoppiato nella pancia con punture di spilli acuminati.
E’ arrivato nella pancia mentre dentro la pupilla si fissava un’immagine e in quella immagine c’è sangue, e corpi straziati e morte e fumo e io ho compiuto i miei cento passi e sto ferma con l’urlo che mi trapassa la pancia.
E non mi avvicino, vorrei avvicinarmi a quei corpi, vorrei guardarli, vorrei sapere chi sono, vorrei sapere se tra quelle carni violate c’è la sua carne ma resto ferma.
Finché non lo vedo lui è ancora vivo.
Sono qui ferma, con dentro la pancia fuoco e fiamme e dolore un dolore così forte che pare spezzarmi ma non mi spezzo e non mi muovo e guardo ma non vedo.
Poi una faccia conosciuta, una faccia amica mi viene incontro e io vorrei dire qualcosa, vorrei fermarlo chiedere a lui chi sono, chi sono tutti quei morti, ma lui mi guarda e passa oltre:
Passa oltre mi guarda e non mi vede e io mi sento aria.
E so che se anche lui mi avesse vista io non avrei trovato le parole, le parole per chiedere se tra quei corpi che giacciono fermi e immobili e straziati ci sia il suo corpo.
Sto qui ferma pensando che tutto sia fermo anche il tempo.
Eppure il tempo è passato.
E’ passato perché hanno portato via i morti e hanno pulito la piazza.
E così alla fine mi muovo e non so come e quanti passi ancora ho fatto ma li ho fatti perché sono tra le sue braccia e sento la sua forza, il suo calore, il suo profumo, e sono felice felice!
Ma fuoco e fiamme e dolore, un dolore così forte che buca la pancia mi ricorda che qualcuno è morto oggi, poco fa, qualcuno è morto ed io adesso non posso essere felice.
Non posso.
[...] L’urlo [...]