Sono qui a guardare la piazza che si riempie d’acqua, pioviggina, una pioggia appiccicosa e insistente che non si trasforma in rivoli d’acqua.
Non è di questa pioggia grigia che si bagna la piazza.
Sto qui ferma a guardare la piazza che si riempie di acqua con fiotti bianchi e violenti che si mescolano col fango e i detriti e col fumo che ha annerito colonne e portoni e marciapiedi e scarpe.
Sto qui ferma a guardare con quanta forza quest’acqua esce dalle pompe e si mescola a tutto quello che trova e quello che trova non è solo fango e detriti e fumo e pezzi di vetri anneriti ma sangue che scolora e colora quell’acqua bianca che picchia la piazza, la sferza, la spoglia, si infila dentro le fessure tra una pietra e l’altra, questa piazza violata che urla sotto lo scroscio dell’acqua, urla, urla e piange.
La piazza.
Sono qui a guardare la piazza.
Immobile.
Come fossi di pietra che forse le pietre, perlomeno quelle minute, si muovono sotto il getto dell’acqua.
Non io che guardo.
Guardo l’uomo al mio fianco che ha un tesserino sul taschino, un tesserino qualsiasi, potrebbe essere quello che uso sul lavoro per dire, ma lui ha il tesserino sul taschino adesso e in mano un sacco grosso, nero.
Un grosso sacco nero che trascina. 
Lo apre, raccoglie qualcosa, lo infila dentro.
Sono qui a guardare la piazza che urla e io sto zitta mentre un signore con un tesserino sul taschino raccoglie pezzi di carne e li butta nel sacco.
Un sacco nero, grosso, che sfrega per terra sulla piazza bagnata.
La piazza bagnata che urla sotto il getto degli idranti mentre un uomo raccoglie pezzi di braccia, dita, carne, carne di donne, di uomini, di ragazzi e vecchi e li butta nel sacco e poi lo richiude.
L’acqua si è infilata là dove doveva infilarsi per pulire a fondo e non lasciare memoria.
La piazza ha urlato e io sono stata zitta a guardare.

coinvolgente, immagino la voce recitante.
ciao Lucia
ti ho inviato una mail
con affetto
f.s.
@ Ciao Pani … ma hai cambiato aspetto! Sembri molto più serio, mi metti un pochino di soggezione con quel cappello!
Ciao Lucia
@ Franci: chi si risente!!! Sei riemerso dallo studio? Spero tutto bene. Ciao Lucia
è un vecchio autoritratto ad olio…
[...] La piazza lavata [...]
[...] i mandanti sono ancora liberi e ben protetti, qualcuno ricorda, e scrive, e racconta: qui (1), (2), (3), (4), [...]
Somehow i missed the point. Probably lost in translation
Anyway … nice blog to visit.
cheers, Petrodollar.