21 febbraio, ore 21, sala di lettura, biblioteca di Villaggio Sereno, Brescia, incontro organizzato dall’associazione Topi di biblioteca sul tema: scrittura creativa.
La cosa più difficile è stato trovare la strada.
Mi sono persa più volte.
Però alla fine ci sono arrivata.
Come sempre d’altronde.
Certo non mi aspettavo tutte quelle persone.
Ed è strana questa cosa che io parli per due ore e tutti loro se ne stanno lì ad ascoltarmi quasi senza muoversi e non sbadigliano né torcono le mani né si spostano sulla sedia. Ascoltano e basta. E io parlo. Soltanto vorrei un sorso d’acqua.
Tiro fuori i libri da cui spuntano tutti i segnalibri colorati presi in quel pozzo dei desideri che è la stanza di mia figlia.
E’ un anno che è andata via e il pozzo è ancora pieno.
Cambierei volentieri il mazzo di fiori con un bicchiere d’acqua.
Avevo scritto a mano, dopo quanti anni? Non mi ricordavo più il tempo di scrivere con la penna, avevo scritto non so quanti fogli: otto, dieci, più di dieci? Li avevo scritti velocemente nella mia imperfetta calligrafia, avevo appuntato note, poi avevo numerato le note, poi avevo scelto delle letture, ma ciò che avevo scritto sul quaderno è rimasto sul quaderno con note e tutto quanto, ho cominciato a parlare e ho seguito le parole.
Sono figlia del racconto orale.
Sono una contadina trapiantata in città.
Sono senza zappa, senza scarpe chiodate.
Sono senza terra.
Ma della terra ho il colore, e della zappa i calli.
E so che niente cresce senza sudore della fronte.
Così dopo due ore, con la gola riarsa, ho detto loro di scrivere per dieci minuti senza mai sollevare la penna dal foglio. Perché per imparare a scrivere bisogna scrivere. Oltre che leggere. Scrivere è sporcarsi le mani d’inchiostro. Avere i crampi nelle dita. E’ amore per la parola. E’ sangue e carne. Scrivere è anche sudore.
Si sono spaventati guardando il foglio bianco che ponevo davanti a ognuno di loro ma poi hanno preso la penna e hanno scritto.
Hanno scritto le due ragazzine di 14/15 anni, il nonno coi capelli bianchi, la donna seduta al suo fianco, il cassiere che lavora in banca, l’infermiere, l’impiegata … e guardandoli ho notato che tutte le età erano rappresentate: dai trentenni ai quarantenni, fino a sfiorare gli anni ottanta, mancavano solo i bambini e i ventenni.
Hanno scritto delle cose simpatiche, un paio di cose veramente belle, profonde, un paio di cose che hanno fatto vibrare qualcosa, da qualche parte, dentro di me.
Ho pensato: chissà magari domani scriveranno quel libro che è da tanto che ho voglia di leggere.
Me ne sono andata con questa speranza nel cuore e con l’enorme mazzo di fiori che mi nascondeva la faccia.
che bella serata Lucia! Qui da noi non ci sono corsi di scrittura creativa e io cerco di capire come imparare da sola a fare l’editing. E’ difficile ci vuole molto tempo e concentrazione. Non mi resta molto spazio per scrivere. Ti ammiro per tutte le cose che riesci a fare. A presto
Tiuke
Cara Rossella, come ho detto durante la serata per imparare a scrivere, oltre che a leggere, bisogna scrivere tutti i giorni, bisogna ritagliarsi uno spazio di tempo all’interno della giornata e scegliersi un luogo dove scrivere, farlo diventare un rito insomma, è difficile sottrarsi ai riti. In dieci minuti tutti loro hanno scritto due fogli. Insomma voglio dire che non è il tempo che manca (dieci minuti in una giornata sono niente) ma la volontà. Poi nessun corso di scrittura può insegnare veramente a scrivere un libro però può fornire alcuni strumenti che possono aiutarci. Un abbraccio Lucia
Sai quante volte ci penso, a te che dici che bisogna scrivere tutti i giorni? Lo so che questa “ricetta” non l’hai inventata tu, ma so che tu lo fai davvero, e ti ammiro per questo, e vorrei riuscirci anch’io per diventare più brava, per non lasciare nella penna le idee che sì vengono, ma che se non le afferri al volo scappano via per sempre…
Cara Silvia, scrivo tutti i giorni è vero, è un’abitudine antica, scrivo da quando frequentavo le elementari, per me è come mangiare o bere, non sono da ammirare, in fondo faccio soltanto una cosa che amo, certo è anche fatica ma una fatica che ogni volta scelgo di fare. Poi, come dice mio padre, avrò tanto di quel tempo per riposarmi quando sarò morta!
Ciao cara, un abbraccio Lucia
La penna ha acquistato un suo fascino… forse grazie all’elettronica che sta vanamente cercando di soppiantarla! Mi sarebbe piaciuto esserci per vederli scrivere… e sentire il rumore dei tuoi pensieri!
Un bacio bello.
Mi sarebbe piaciuto assai assai condividere i pensieri con te!!! Magari un giorno ci incontriamo per davvero, non si sa mai nella vita. Un abbraccio Lucia